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Nero D'avola: un vino che esprime la SiciliaL'introduzione della vite in Sicilia si deve ai Fenici, anche se il ritrovamento, alle falde dell'Etna, di viti selvatiche dimostra la presenza di questa coltura già nell'era terziaria. Furono i Greci ad avviare in modo decisivo la coltura della vite, seguiti dai Romani. Nei secoli, Normanni ed Aragonesi fecero perdurare l'antica coltivazione, ma è con il 1773 che la produzione di vino registra una vera impennata, grazie alla commercializzazione su vasta scala del vino marsala attuata dall'Inglese Woodhouse.
Il nero d'avola è stato, altresì, per secoli, di fondamentale importanza nella produzione di molti vini siciliani, prevalendo, però, il suo uso come vino da taglio. Ed è solo a partire dagli anni '70 del secolo scorso che inizia, finalmente, una seria sperimentazione su questo vitigno: condotta tanto da Istituti pubblici, quanto da aziende private, al fine di studiare e alla valorizzare questo vitigno essa è culminata nella nascita della pregiata bottiglia di vino Duca Enrico 1984.Oggi la situazione è cambiata radicalmente: l'uva nero d'avola è ormai diffusa in tutta la Sicilia, con circa 12.000 ettari di terreno dedicati a questa varietà, sebbene il territorio d'origine, definito dalle località di Eloro, Pachino e Noto, in provincia di Siracusa, ne possegga le maggiori estensioni. Peculiare, inoltre, la differenza di carattere riscontrabile fra i nero d'avola prodotti nella parte occidentale dell'Isola e quelli delle zone orientali: i primi risultano quasi sempre più grevi e d'impatto violento sul palato; i vitigni a Nero d'Avola coltivati nella zona orientale della Sicilia, invece, risultano caratterizzati da una maggiore finezza, con spiccati sentori di frutta.
Nero d'Avola, principe dei vitigni siciliani La sua coltivazione vanta una superficie vitata che supera i 12 mila ettari; è, dunque, il vitigno più diffuso nella regione. Ormai indubbia è la sua affermazione in tutto il mondo come vitigno a bacca rossa dalle grandi qualità, dal quale produrre vini pregiati, di grande stoffa e spessore. Il nero d'avola è coltivato principalmente ad alberello o a spalliera e da sempre rende uve ad alta gradazione zuccherina che consentono al vino che ne viene prodotto di arrivare con facilità ad oltre 15 gradi alcolici. Il cambio di allevamento, grazie all'introduzione di particolari criteri, ha permesso di abbassare il contenuto di zuccheri e ad aumentarne l'acidità delle uve di questo vino rosso siciliano. La vinificazione in purezza ne fa uno dei più grandi vini rossi italiani: di struttura, dal carattere possente, intenso, armonico, caldo, adatto all'affinamento in legni pregiati. Alla degustazione il nero d'avola ha un colore rosso rubino intenso, brillante, vivace, con riflessi violacei, se giovane, o granati, dopo l'invecchiamento; l'aroma è complesso, con note di viola e spezie (liquirizia e chiodi di garofano); prugna secca, ciliegia, mora, ribes nero, lampone e cioccolato, cuoio e tabacco, sono alcune delle caratteristiche e dei principali sentori che caratterizzano i vini prodotti con nero d'avola .
Tre marchi (Vini Corvo, Duca, e Cantine Florio) accomunati da un passato ricco di tradizioni costruito da personaggi unici, che dedicarono le loro vite ad una grande passione, il vino, contribuendo così, fin dal primo trentennio dell'ottocento, a diffondere il nome della Sicilia vinicola nel mondo. Il primo emblematico sfruttamento delle enormi potenzialità del nero d'avola, vinificato in purezza, è riscontrabile nel Duca Enrico, vino rosso della Duca di Salaparuta, per antonomasia il rosso siciliano più famoso nel mondo, che ha conseguito per primo i più alti riconoscimenti ed al quale recentemente sono seguiti una gran quantità d'eccellenti vini, ottenuti da Nero d'Avola. L'idea di questo nobile vino nasce all'inizio degli anni '80, quando Duca di Salaparuta matura il proposito di studiare un nuovo prodotto capace di affiancarsi alle più alte espressioni qualitative in campo enologico. Si decise quindi di investire in ricerca individuando le zone di coltivazione, i sistemi di allevamento della vite, i vitigni, la vinificazione ed i metodi di affinamento realmente ottimali che potessero cioè condurre con successo la Duca di Salaparuta al traguardo prefissato. E' così risultò subito evidente che il merito delle potenzialità di questo vino è l'uva da cui nasce uno dei migliori Nero d'Avola. Il Duca Enrico è ottenuto da uve selezionatissime, che giungono a perfetta maturazione generalmente a fine Settembre, coltivate in modo da garantire una bassa resa per ettaro, e le cui piante producono due grappoli medio-grandi per gemma, con acini a buccia pruinosa grigio-blu. Il nero d'avola Duca Enrico è un vino che riscuote grande successo in Italia e all'estero, simbolo della nuova era dei rossi siciliani. Questo vino rosso è il prodotto di punta, l'essenza
stessa dell'azienda; accanto a lui, alla seconda vendemmia, oggi c'è
il Passo delle Mule, il Nero d'Avola giovane di più
facile approccio, ultimo nato dell'antico marchio e figlio del Feudo
SuorMarchesa. Oggi la maggior parte dei vini pregiati rossi siciliani trova nel nero d'avola la componente fondamentale. La sua vinificazione è eccellente in purezza, ma dà ottimi risultati anche in assemblaggio con il merlot, il cabernet sauvignon e il syrah. Duca Enrico: il Nero d'Avola per eccellenza della Duca di Salaparuta Nel 2004 questo vino rosso della Duca ha ottenuto dalla giuria Gambero Rosso e Slow Food l'ambito premio dei Tre Bicchieri. Vai alla scheda del Nero d'Avola Duca Enrico
Passo delle Mule: Nero d'Avola in purezza della Duca di Salaparuta.
Stappata la bottiglia di vino e versato in un calice ampio e trasparente,questo vino rosso del “Suor Marchesa” ha un colore rosso rubino intenso e profondo. Il profumo è avvolgente, fruttato di marasca e lampone e complesso di spezie e vaniglia gradevolmente equilibrate. Il sapore è ricco, ampio e vellutato, di grande struttura e persistenza aromatica, con tipico tannino austero ma garbato. Particolarmente indicato per piatti a base di carni rosse, selvaggina da piuma e per alcuni formaggi mediamente stagionati. Vai alla scheda del Nero d'Avola Passo delle Mule
Corvo rosso: Nero d'avola della Vini Corvo
Stappata la bottiglia di vino e versato in un calice a stelo medio,
il Corvo Rosso presenta un colore rosso – rubino con lievi sfumature
tendenti al granato. Questo vino rosso è eccellente con la carne alla griglia, gli arrosti, la selvaggina da penna e i formaggi a media stagionatura. Vai alla scheda del Nero d'Avola Corvo Rosso
Triskelé: Nero d'avola della Duca di Salaparuta
Stappata la bottiglia di vino e versato in un calice ampio e trasparente,
il nero d'avola Triskelé ha un colore rosso – rubino profondo
con riflessi granati. Il sapore è caldo, particolarmente vellutato, di grande strttura e persistenza aromatica. Il Triskelé è particolarmente indicato per piatti a base di carni rosse, selvaggina e per alcuni formaggi stagionati. Vai alla scheda del Nero d'Avola Triskelé
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